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Arte. A Napoli, “Nessuno escluso”, la diversità che accomuna. Intervista a Bianco-Valente

Poche settimane fa ho incontrato “Bianco-Valente” (Giovanna Bianco e Pino Valente), due artisti ingegnosi, cordiali e molto disponibili, con i quali ho discusso del ruolo che l’arte ricopre nella società odierna.

Ebbene, questo articolo è il frutto della nostra chiacchierata.

L’arte è sempre attuale, è il riflesso di ciò che accade ed in qualche modo rispecchia sempre la realtà. Proprio per questo motivo a seguito della crisi del 2008 e di quella causata della pandemia, è cambiato il modo di fare arte. Il “sistema dell’arte” è cambiato completamente a
causa della crisi molto profonda di cui hanno risentito tutte le figure che lavorano nell’arte contemporanea: partendo dalle gallerie fino agli artisti stessi. Per gli artisti di oggi è ancora più difficile vendere le proprie opere poiché a differenza del passato le gallerie sono chiuse.
Ora come ora, dunque, l’arte sta cambiando. Il suo ruolo si sta sempre più avvicinando a quella realtà che rappresenta. In un periodo in cui ognuno è rimasto chiuso nella propria abitazione, essendo chiuse le mostre e le gallerie d’arte, le opere di numerosi artisti si sono trasferite all’aperto, a libero contatto con le persone. È molto significativo che l’arte possa avere una relazione con le persone, con una comunità, con una società. In questo modo le opere entrano a far parte della quotidianità delle persone, ciascuna delle quali interpreta l’opera in modo diverso. Anche la realizzazione delle opere spesso coinvolge varie persone che poi diventano parte del processo per riuscire a definire l’opera. In questo modo le opere hanno un impatto maggiore sulla società poiché la lettura dell’opera stessa è libera. Tutto ciò
è stato molto stimolante e ha suscitato l’interesse di vari artisti poiché quando si tiene una mostra in galleria ci si rivolge ad un pubblico molto ristretto, mentre tutte le opere allestite all’aperto sono a contatto con le persone che le interpretano con una chiave di lettura sempre
diversa. Vengono realizzate così opere di arte pubblica, istallate all’aperto, che non hanno orari, né chiavi o porte ma sono accessibili a chiunque. Il publico a cui gli artisti si rivolgono
non sono più i collezionisti che comprano le opere ma sono tutte le persone anche quelle che
non hanno studiato arte contemporanea e chi non frequenta le mostre d’arte. Bianco-Valente
volendo realizzare opere che vanno nello spazio pubblico a contatto con la gente, cura un
progetto di arte publica in un piccolo paese della Basilicata, dove ha creato un museo
all’aperto al quale lavora da oltre dodici anni. L’ultima istallazione artistica a opera di
Bianco-Valente, sulla rotonda di via Marina, a Napoli, è una enorme scritta rossa che recita:
“Nessuno escluso”.

L’opera si offre ai migliaia di sguardi delle persone che quotidianamente raggiungono o lasciano la città di Napoli. Il messaggio di cui “Nessuno Escluso” si fa carico è estremamente legato alla peculiarità di Napoli: la grande diversificazione sociale delle persone che vivono nella città, caratteristica spesso connotata negativamente ma che in realtà costituisce il vero valore aggiunto della città di Napoli. Soprattutto nel centro storico infatti si convive in strade sovraffollate con vite e situazioni familiari diverse. Napoli, essendo una città di portò al centro del Mediterraneo ed essendo stata governata quasi ininterrottamente da regnanti stranieri di culture diverse, è sempre riuscita ad amalgamare e far vivere insieme tutte queste diversità. L’antica colonia greca dunque è sempre stata propensa ad accogliere, integrare, adattarsi, generando sempre nuovi immaginari in musica, cinema, letteratura o teatro. Tutte queste diversità che vivono a Napoli devono mantenersi. Dobbiamo garantire il diritto all’abitazione e il diritto alla vita a tutte le classi sociali perché se si va ad escludere una di queste, si va a sminuire, ad impoverire questa caratteristica molto importante per Napoli. Il messaggio è questo: garantire l’ascensore sociale, il diritto allo studio, il diritto alla vita senza lasciare indietro nessuno, senza permettere di svendere la città e perdere la caratteristica più bella: la diversità.